miércoles, 15 de marzo de 2017

Ani Cordero intervistata da Gian Luca Valentini (Habla con Gian)

Gian Luca Valentini, Habla con Gian, 15/03/2017

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EVENTO SPECIALE: L'INTERVISTA AD ANI CORDERO MIGLIOR CD DELL'ANNO PER HABLA CON GIAN: "QUERIDO MUNDO"

1. Il tuo primo cd “Recordar” è davvero un capolavoro. Un incontro con tutti i Maestri latini e caraibici del periodo che va dal 1930 al 1970. Mi ha colpito molto la versione di “Volver a 17”, splendida canzone di Violeta Parra. I tuoi arrangiamenti sono un misto tra il moderno raffinato e l’antico. Perché questa scelta?

Ho scelto questa canzone di Violeta Parra perché credo molto nel potere che ha l’amore di trasformare le cose e la realtà e questa canzone ci dice proprio questo e lo fa in un modo straordinario, mi meraviglia. Per quel che riguarda l’arrangiamento, non possiamo paragonare la versione originale con la mia. Ecco perché ho deciso di stravolgere l’arrangiamento, aggiungendo, per esempio, l’elettronica.

2. Nel cd “Recordar” c’è la versione di “Deja la vida volar” di Víctor Jara il quale, dal mio punto di vista, è uno dei massimi poeti e cantautori della mia vita. Ecco, appunto, Ani, la poesia: quanto è importante e che peso ha nella tua musica?

Presto molto attenzione alla poesia e a ogni singola parola presente nelle canzoni. Certo, una bella melodia richiama subito l’attenzione, ma un verso profondo le dà una dimensione maggiore, rende la musica “per sempre” e trasmette i veri sentimenti e le intenzioni del compositore. Víctor Jara è un vero maestro e mi sono innamorata di come le sue canzoni entrino nella vita quotidiana e come mostrino la lotta per i diritti della classe lavoratrice. E la cosa importante è che lo fa in un linguaggio comprensibile a tutti.

3. La musica latina e quella africana sono la musica. Gli artisti cubani, argentini, messicani, l’Africa, dove nacque la musica, il suono … Mi parli delle tue influenze musicali?

Sono cresciuta ad Atlanta, GA ma la mia famiglia è portoricana. Ad Atlanta, quando stavo con i miei amici si ascoltava il punk, la new wave, l’indie rock. A casa, con la mia famiglia, ascoltavo musica portoricana, gruppi come Haciendo Punto en Otro Son, cantanti come Danny Rivera, canzoni natalizie ma anche canzoni latine come Rubén Blades o Piero. Inoltre, andavo spesso a San Juan in Porto Rico per far visita alla mia famiglia e, una volta là, ascoltavo specialmente la salsa tradizionale e il rock spagnolo, messicano e argentino che le radio passavano. Devo dire che un po’ tutto questo ha creato le mie radici musicali: tutti questi diversi generi vanno tenuti presenti nelle mie influenze musicali, insomma.

4. E poi ci sono Gilberto Gil e Caetano Veloso che tu hai cantato scegliendo lo spagnolo.

La canzone “Panis et Circensis” dei due maestri la selezionai perché in quel preciso istante avevo notato che il popolo si era come assopito e la parola non aspetta, salta fuori come un fulmine. Così la tradussi in spagnolo perché io parlo un po’ di portuñol (un misto fra portoghese e spagnolo, parola macedonia, nds) ma poco portoghese. Mi sentivo più a mio agio cantandola in spagnolo.

5. Un’ultima cosa sul tuo cd “Recordar”: “Macorina” di Chavela Vargas e Alfonso Camín. Una pura delizia …

Ho scelto “Macorina” per “Recordar” perché Chavela la cantò negli anni sessanta quando l’amore tra donne era molto meno accettato e nota che lo cantò con estrema eleganza e tenerezza. Chavela è per me un’eroina per quel che è stata senza giudizio alcuno.

6. Sei originaria di Porto Rico come mi dicevi. Sei sempre in contatto con il tuo paese nativo? Che cosa t’è rimasto nel sangue di latino? Oltre la musica, intendo …

Sì, vado molto spesso a Porto Rico, visto che molti dei miei famigliari continuano a vivere nell’isola. La situazione político-economica là è davvero difficile. La sua economia è in pieno fallimento e, visto che non sono una nazione indipendente, i portoricani hanno poco controllo circa il loro destino o sui meccanismi che potrebbero risolvere questa urgentissima situazione. Io, da portoricana che vive negli Stati Uniti d’America, ho il diritto di votare e di esercitare tutto il potere che posso permettermi per portare l’attenzione ai problema che la gente sta soffrendo e domandare che il Congresso degli Stati Uniti trovi una soluzione ragionevole e razionale affinché questa agonía finisca.

7. Ani Cordero con gli Os Mutantos, wow! Adoro la band brasiliana. Raccontami …

Sergio Días è mio grande amico e mentore. Mi aiutò tantissimo nella produzione di “Recordar”. Avevo appena finito l’album quando un giorno mi chiamò per dirmi che il loro baterista, Dinho Lehme, non poteva fare i concerti negli Stati Uniti a causa di problema di salute. Sergio mi chiese di sostituirlo e non ci pensai un secondo a dargli la mia inmediata risposta positiva. Così fui baterista per gli Os Mutantos fin quando non tornai ad occuparmi dei miei progetti musicali.

8. Pistolera, il grupo messicano famosissimo, è stata la tua prima esperienza. Una band davvero strafiga messicana con tre cd spettacolari. "Laberinto" e "Nueva York", "Policía" e "Arena", "Cazador" e "No te olvidare", ho scelto due canzoni che adoro di più per ogni cd. A te la parola …

Il grupo dei Pistolera nacque a New York nel 2005 quando la mia migliore amica Sandra Velásquez tornò da un viaggio in Messico con in mano delle canzoni davvero ottime. In quel momento io era la leader del mio gruppo, Cordero, con i quali avevo inciso parecchi dischi e inoltre suonavo la batteria in tantissimi gruppi. Sandra aveva in testa il concetto di un gruppo nuovo e mi convinse a suonare la batteria in questo nuovo ensemble. Sono davvero orgogliosa di aver fatto parte delle Pistolera e del messaggio fortemente politico e ispiratore che condividemmo con il nostro pubblico.

9. Come ti scrissi, ero molto amico con Lhasa de Sela. Stavo aiutandola a portare Vinicio Capossela al suo festival di Parigi. Poi persi la comunicazione con lei e dopo un mese, per caso, lessi su un giornale che era norte. Mi sentí a pezzi. Ti va di ricordarla insieme con tue parole?

La sua perdita mi ha toccato nel profondo. Lhasa è stata una delle mie principali ispiratrici. Quando l’ascolto, mi sento in buona compagnia e mi dà sollievo quando sono triste. Ebbi solo l’occasione di conoscerla e parlar con lei una sola volta in una gita dove ci si incrociò durante il camino. Si capiva che era una persona eccezionale e che grande perdita sia stato il fatto che non possa esser più con noi facendo altra música eccezionale. Ricordiamola facendo noi música per lei.

10. Veniamo ad oggi. Il presente si chiama “Querido Mundo”, un nuovo capolavoro. Non possiamo, nessuno di noi di Habla con Gian, staccare la puntina del giradischi, come si diceva una volta, da questo cd. Dunque, partiamo da “Vida Atrevida”. Perché partire dall’ultima canzone? Perché credo che la fine del cd sia ottimista, nonostante la paura persista. E vediamo perché …

“Vida Atrevida” è sì una canzone ottimista e allegra perché parla di un superamento della paura e del dolore. Qui negli USA siamo entrati in un momento politico ombroso anche se non possiamo far altro che alzarci in piedi e seguire una luce. Sarò talmente ribelle che nemmeno la paura mi abbatterà.

11. La “Culebra”, che cosa si porta dietro …

Culebra è un isolotto all’est di Porto Rico. E’ uno dei luoghi più belli del mondo. Di notte sembra di toccare milioni di stelle. E’ un luogo che mi porta pace e quando sono lì sento che non ho bisogno di altro. Quando ho bisogno di staccare la spina, viaggio con la mia mente alla spiaggia di Culebra.

12. In “Sacalo” si parla di feminismo e di femminicidio. Ho capito bene?

Sì, l’intenzione di questa canzone è sostenere le donne che sono state abusate. Purtroppo l’abuso è tremendamente comune. Mi è accaduto a me e può capitare a chiunque, a qualsiasi donna o ragazza. Col passare del tempo diventa sempre più difficile e pericoloso scappargli ed è per questo che lo canto alle donne – perché non appena s’accorgono che la loro relazione porta in una direzione dove il partner cerca di dominarla emozionalmente o fisicamente, che lo molli immediatamente!

13. "Piensas en mí ", a chi fai questa domanda?

"Piensas en mí " è una canzone d’amore che parla di questa bella epoca dove tu ami enormemente una persona ma non sai se questo amore ti verrà ricambiato. Ci sono tensione e speranza insieme e la speranza con l’anticipazione hanno una magia che ti fa girare la testa ogni secondo.

14. Ingiustizia, razzismo, negazione, complicità, sofferenza, lacrime. In questo mondo chi soffre molto è il popolo. E tutti si girano dall’altra parte. Benvenuti nel mondo dell’egoismo e dell’indifferenza ben spiegato in “Me Tumba” …

In effetti “Me Tumba” parla specificamente della brutalità política negli Stati Uniti. Tutti ce ne rendiamo conto e dobbiamo lottare quotidianamente per l’eguaglianza e la giustizia. E’ intollerabile che i miei amici e i miei familiari siano in pericolo di abuso da parte della polizia semplicemente per il colore della loro pelle. Però è proprio questa la realtà che stiamo vivendo negli USA. Non ci resta che combattere affinché la situazione cambi.

15. "Voy Caminando" si parla con "Me Tumba" secondo me...

Infatti “Voy Caminando” è una canzone dedicata agli immigranti e alla speranza che lo porta a lasciare tutto ciò che possiede per cercare una vita in un luogo straniero. La dedico a tutti gli immigranti che stanno fuggendo per pericolo, per fame, guerra o qualsiasi altra ragione che gli spinga ad una scelta così dolorosa.

16. "El Pueblo Esta Harto": notizie contraffatte, persone che spariscono, assassinii, torture. Questo è il paradiso delle imprese, dei politici e della mafia e della chiesa cattolica in Italia en el mondo. Chiesa che ruba ai poveri, stupra i bambini e le bambine. Una canzone potente e audace …

Scrissi questa canzone quando sparirono i 43 studenti in Messico. Mi ricordava tanto alle sparizioni degli anni sessanta e settanta. E’ difficile comprendere che la storia si ripeta ma è proprio così: le atrocità si susseguono l’una dietro l’altra. Il primo verso della canzone parla di un poeta fatto sparire proprio dal governo, il secondo di un organizzatore fatto sparire da un’impresa e il terzo di una dottoressa e attivista, María del Rosario Fuentes Rubio, che fu assassinata dai narcotrafficanti per aver propagato informazioni sui social. Il finale vuole svegliare il popolo affinché si alzi in piedi e reclami queste schifezze ai governanti del suo paese.

17. "Dominas mis sueños" e "Luto por nuestro amor": perdiamo il controllo e facciamoci trascinare dalle emozioni …

Sì, a volte. Perché qualche volta trovo qualcosa nelle emozioni forti, anche se non sempre saranno allegre. Ci ricordano che siamo vivi.

18. "Alma vieja" è per qualcuno in particolare?

E’ per i miei migliori amici ai quali tengo molto. Non siamo più giovanissimi e forse abbiamo anche qualche piccola ruga – ma anche più saggezza e esperienza! Col passare degli anni a me pare che le cose siano più belle e che arrivino ad esser considérate ad un livello più profondo.

19. "Corrupción": mi fa battere il cuore. Mi lascia senza parole … Aiutami! E’ davvero straordinaria. Una delle canzoni più belle della mia vita …

Grazie davvero. Corrupción è stata scritta per la frustrazione che Porto Rico sta pasando anche se so che la corruzione è un problema immenso in quasi tutti i paesi del mondo.

20. Hai in programa concerti in Italia o nelle vicinanze?

L’Italia mi piacerebbe molto. Al momento, però, non ho nessun appuntamento nel tuo bel paese. Saremmo onorati se qualcuno c’invitasse!

21. Progetti …

Dal punto di vista musicale sono concentratissima in questo ultimo cd. Però sappi che sono un’attivista a tempo pieno e anche madre di un bimbo di 10 anni.

22. Il diritto al popolo e l’importanza della donna …

Non si può parlare di una società libera se tutti non abbiamo gli stessi diritti. Il feminismo fa bene a tutta la comunità, anche agli uomini. Continuerò a battermi per una società più giusta e più libera, dove vivere in pace, dove ogni singola vita ha un valore e dove chiunque possa avere il pieno controllo del proprio destino.

Grazie (in portoghese).
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