jueves, 26 de marzo de 2015

Amnesty International e le presunte violazioni dei diritti umani in Venezuela

Attilio Folliero, Caracas 26/03/2015 - Aggiornato 19/04/2015

Sette anni fa, nel 2008, scrissi un articolo intitolato “I mercenari dei diritti umani”, in cui denunciavo le manipolazioni della ONG “Human Rights Watch”, circa le violazioni dei diritti umani in Venezuela (1). Ogni anno questa organizzazione, con sede a Washington, preparava un dettagliatissimo rapporto sulle violazioni dei diritti umani commessi in Venezuela; puntualmente, ogni anno il suo direttore per l’emisfero americano, il cileno José Miguel Vivanco, si recava a Caracas e presentava in loco il rapporto di HRW con tutte le violazioni che si commettevano in Venezuela.

Questa organizzazione, che non era e non è certo al servizio dei bisognosi e di coloro che in molte parti del mondo vedono sistematicamente violati i propri diritti, praticamente faceva apparire il Venezuela come il peggior luogo del mondo per vivere, dove un governo dittatoriale e malvagio commetteva ogni sorta di violazione: violazione della libertà di stampa; canali di televisione chiusi dal regime; giornalisti perseguiti, incarcerati e spesso ammazzati dai violenti sostenitori del governo, i circoli bolivariani; prigionieri politici incarcerati e torturati; violazione delle libertà sindacali; migliaia di lavoratori, oppositori del regime, licenziati; continue espropriazioni ai danni dei poveri imprenditori cui unico obiettivo era collaborare allo sviluppo del paese; tutti i poteri accentrati nelle mani del dittatore Chavez! Insomma non c’era violazione e abuso che non fosse commesso in Venezuela da parte del governo, un feroce e violento regime.

Il governo di Hugo Chavez, in nome della libertà di espressione ha sempre tollerato e lasciato dire a Vivanco tutto ciò che voleva, esattamente come ha sempre fatto con tutti gli organi della stampa locale, che hanno sempre scritto e detto quello che volevano, senza limitazione alcuna. Per esempio un giorno Rafael Poleo arrivò a dire “Attento Chavez, farai la fine di Mussolini, appeso a testa in giù” Ovviamente al signor Poleo (dare del signore a simile personaggio è solo per educazione) non è successo niente! Per la cronaca Rafael Poleo è un riconosciuto agente della CIA in Venezuela.


Negli Stati Uniti 
Jarvis Britton, un ragazzo di 26 anni solamente per aver postato in Twitter "Uccidiamo il presidente" è stato condannato ad un anno di carcere, oltre ai successivi tre anni in libertà vigilata. Cosa sarebbe successo al Signor Poleo se negli USA avesse affermato che al presidente bisognava fargli fare la fine di Mussolini?

Rafael Poleo paragona Chavez a Mussolini e dice che farà la stessa fine, appeso a testa in giù

Si sa che ogni pazienza ha un limite, per cui un giorno, di fronte alle tante inverosimili invenzioni e calunnie di questo mercenario dei diritti umani, qual è Vivanco, il Governo ha perso la pazienza ed ha decretato la sua espulsione. Vivanco e la sua OGN hanno continuato a prendere di mira il Venezuela, ma non hanno più potuto farlo direttamente dal Venezuela.

Human Rights Watch  è solo una delle tante ONG che si dedica a diffamare il Venezuela, a farlo apparire come il paese dove si viola ogni sorta di diritto umano. Altra organizzazione che si dedica a “parlare” del Venezuela è Amnesty International, impegnata anche lei a raccontare ogni sorta di violazione.



Il 24 marzo scorso la sezione italiana di Amnesty International ha pubblicato un articolo sul Venezuela (2), intitolato <<Proteste del 2014 in Venezuela, Amnesty International: "assenza di giustizia per le gravi violazioni via libera per ulteriore violenza">>, in cui riprende le considerazioni contenute in un rapporto sul Venezuela pubblicato lo scorso 2 marzo dalla stessa Amnesty International, però in spagnolo (3).

Nell’articolo o meglio nel rapporto sul Venezuela si parla di violazione dei diritti umani. Il rapporto, subito dopo l’indice, l’elenco dei 43 morti ed una breve descrizione dei fatti di violenza occorsi fra febbraio e luglio 2014, che hanno prodotto un saldo di 43 muertos, 878 feriti, 3.351 detenuti, dei quali 27 sono ancora in carcere (per un totale di 10 linee, in cui si parla anche di centinaia di torturati e maltrattati; tra l’altro si omette di dire che centinaia dei feriti sono rimasti invalidi permaneti), emette la sentenza di colpevolezza ai danni del governo.

Nel rapporto in lingua spagnola si dice testualmente: “Il rapporto mette in evidenza i casi di decessi di persone in cui sono coivolti i membri delle forze dell’ordine o di gruppi armati pro governo, che hanno agito col consenso dello stesso governo, cosi come riporta casi di tortura e casi di maltrattamenti ai detenuti e casi di arresti arbitrari”.

Tutto indica che il fine unico di questo rapporto è dare la colpa al governo. Non dice la verità, non dice che in Venezuela, nel periodo in questione, c’è stato un tentativo di “rivoluzione colorata”, ovvero un tentativo per abbattare il governo legittimo del Venezuela (4).

In realtà, questo rapporto di Amnesty International si inquadra in un discorso più ampio. Gli Stati Uniti hanno nella mira le risorse del Venezuela e stanno preprando il terreno per una invasione. Non c’è dubbio che il fine degli USA è l’invasione, così come hanno fatto in tanti altri stati. Prima di procedere all’invasione, preparano l’opinione pubblica mondiale per giustificare l’attacco. La gisutificazione è più o meno sempre la stessa, ovvero si costruisce mediaticamente la figura di un feroce dittatore che governa il paese e che viola sistematicamente i diritti umani; un dittatore o un governo dittatoriale che assassina direttamente (mediante le forze dell’ordine) o indirettamente (gruppi violenti ed armati pro governo che agiscono col consenso dello stesso governo) gli avversari politici; dove arresti arbitrari sono all’ordine del giorno, così come le torture ed i maltrattamenti… insomma al paese preso di mira ed al suo “dittatore” gli si appioppa ogni sorta di violazione.

In questo sono maestri proprio le organizzazioni non governative, le ONG che si occupano dei diritti umani, come Human Rights Watch o Amnesty International, mercenari al servizio degli interessi dell’imperialismo statunitense.

Dopo aver costruito il mostro, un presidente dittatore o un governo malvagio, il copione prevede che l’autorità imperiale proceda a dichiarare il paese preso di mira “un pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti”.

Barack Obama lo scorso 9 marzo ha emanato un decreto in cui testualmente si legge: "Io Barack Hussein Obama (…) considero che la situazione del Venezuela... costituisce una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli USA. E per questo dichiaro l'emergenza nazionale per far fronte al problema" (5).

Un piccolo paese di meno di 30 milioni di abitanti, come il Venezela sarebbe un pericolo, anzi una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza della prima potenza militare swl pianeta?

Il copione è sempre lo stesso, cambia solo il nome del paese, il governo o il presidente preso di mira.

Le denunce di Amnesty International fanno parte del copione. Tutto quello di cui parla nel rapporto serve a creare il mostro. Poche sono le verità contenute nel rapporto, come i casi di eccessi di violenza da parte delle forze di polizia, casi comuqnue circoscritti ed i cui responsabili sono stati giustamente arrestati e perseguiti penalmente; ci sono 14 membri delle forze dell’ordine agli arresti ed uno è latitante ed è ricercato. Per capire la faziosità di questo rapporto basta dire che nel parlare dei poliziotti arrestati per eccesso di violenza dice – testuali parole – “Catorce efectivos policiales se encontrarían detenidos” (14 poliziotti si incontrerebbero detenuti”), ossia per screditare e mettere in dubbio le dichiarazioni del procuratore generale che ha confermato l’arresto dei 14 poliziotti, Amnesty International usa il condizionale, dubita delle parole del procuratore, dubita che in Venezuela si possa fare giustizia.

Procede nello stesso modo quando parla di 14 persone morte – dice il rapporto - “presumibilmente” a causa delle barricate e dei fili di ferro collocati nelle strade. Il motociclista che passando in una strada in cui era stato collocato un filo d’acciaio ed è morto decapitato, non è un morto presunto; la sua morte è imputabile unicamente a questi manifestanti, a questi prezzolati dell’imperialismo, a queste persone impegnate nel tentativo di rivoluzione colorata, a questi delinquenti che tanto difende Amnesty International; uno che colloca un filo d’acciaio in una strada è semplicemente un delinquente, un assassino e per questo va incarcerato, giudicato e condannato. Dei 3.351 fermati (o detenuti come li chiama Amnesty International), alcuni sono ancora in carcere e come indica la stessa AI sono solo 27. Questi 27 sono rimasti in carcere perchè si sono macchiati di un delitto chiamato omicido. A caso i 43 morti, di qualunque parte essi siano ed i loro familiari non hanno diritto alla giustizia? Per Amnesty International i responsabili materiali ed i mandanti di questi omicidi (tra i quali Leopoldo Lopez) dovrebbero essere messi in libertà. 

Allo stesso modo, nel rapporto si dubita degli spari arrivati dalle file dei manifestanti di opposizione; otto membri delle forze dell’ordine sono morti a causa degli spari ricevuti e partiti dalle file degli oppositori; è un fatto certo di cui non c’è niente da presumere.

Ovviamente nel rapporto non potevano mancare i riferimenti a Leopoldo Lopez, ad Antonio Ledezma (6) ed agli altri “prigionieri politici”, che sono presentati da Amnesty International come degli angioletti perseguitati dal regime solamente perchè oppositori. Tutti questi non sono prigionieri politici, ma politici prigionieri, politici arrestati per aver commesso dei reati puntuali e previsti nel codice penale. Una organizzazione che difende un Antonio Ledezma non ha nessuna credibilità.

Amnesty International e le altre ONG sono degli attori che stanno recitando un copione, il copione scritto per l’invasione del Venezuela e così impadronirsi delle sue enormi ricchezze naturali, alle quali, prima di Chavez, avevano libero acceso, pagando quattro soldi.
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Note

(1)  Vedasi articolo “I mercenari dei diritti umani”, http://umbvrei.blogspot.com/2008/09/i-mercenari-dei-diritti-umani.html;
(2)  L’articolo di Amnesty International Sezione italiana del 24/03/2015 <<Proteste del 2014 in Venezuela, Amnesty International: "assenza di giustizia per le gravi violazioni via libera per ulteriore violenza">>, consultabile all’Url: http://www.amnesty.it/Venezuela-proteste-2014-assenza-di-giustizia-via-libera-per-ulteriori-abusi;
(3)  Il rapporto in lingua spagnola "I volti dell'impunità. Un anno dopo le proteste, le vittime attendono ancora giustizia” del 02/03/2005 è consultabile all’Url: http://www.amnesty.it/flex/FixedPages/pdf/venezuela-report.pdf;
(4)  Vedasi il nostro articolo “Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela”, Url: http://umbvrei.blogspot.com/2014/03/il-tentativo-di-rivoluzione-colorata-in.html;
(5)  Vedasi articolo di Selvas <<USA in "emergenza nazionale" contro il Venezuela>>, Url: http://selvasorg.blogspot.com/2015/03/usa-in-emergenza-nazionale-contro-il.html
(6)  Sui crimini e le responabilità di Antonio Ledezma vedasi articolo “Venezuela: L’arresto di Antonio Ledezma ed il ventiseiesimo anniversario del Caracazo”, Url: http://umbvrei.blogspot.com/2015/02/larresto-di-antonio-ledezma-ed-il.html
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2 comentarios :

  1. Amnesty International copre i delinquenti (Ledezma). Mi piace assai la foto di quest'articolo; sia chiaro mi piacve anche l'articolo. Saluti da Napoli.

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  2. Anche a me piace la foto! Amnesty International semplicemente copre i delinquenti; ha sempre coperto le malefatte dei governi assassini. Come mai non spende due righe contro il premio nobel della pace che invade paesi, assassina gente, toglie di mezzo governi legittimi e protegge terroristi come Posada Carriles, che ha assassinato anche un cittadino italiano a Cuba? Non ho mai avuto fiducia in questa amnesty international e non gli ho mai dato una lira. Spero che facciano lo stesso anche altri italiani.

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