miércoles, 8 de junio de 2016

Il pane di Lucera

Attilio Folliero, Caracas 08/06/2016 

Perché un post dedicato al pane del mio paese? A Caracas, dove mi ha condotto la vita e dove vivo da 14 anni, manca il pane e quindi è normale pensare al buonissimo pane del mio paese; mi viene naturale ricordare quando mangiavo quell'esplosione di sapori che rappresenta una fetta di pane, pomodoro ed olio; una fetta di pane di Lucera, pomodoro, olio di oliva extravergine, un pizzico di sale, l'odoroso origano che mio padre andava a raccogliere in campagna e magari sopra una bella fetta di mozzarella morbida e profumata, ancora meglio se di bufala campana o molisana.

Come variante del pane e pomodoro c'era (c'è) l'acqua sal; ovvero quando il pane era vecchio, duro si bagnava in acqua e quindi si spalmava pomodoro, un pizzico di sale, origano a volontà ed una innaffiata di olio d'oliva extravergine.

Una esplosione di profumi che difficilmente si può dimenticare. Che dire per finire questo breve scritto? Semplicemente: "Teng nu sful" (sperando di aver scritto bene in dialetto).

Pane di Lucera


Mozzarelle di bufala campana... mi ricordo il giorno in cui io e mia moglie eravamo ospiti del nostro amico Mario Neri a Paestum; al mattino a svegliarci il nostro amico ci fece trovare per colazione un piatto di mozzarelle di bufala appena fatte. Una delizia!



24/09/2001 - Cecilia, mia moglie, davanti ad un forno a Monte Sant'Angelo (Foggia)
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