sábado, 11 de julio de 2015

GRECIA: Europa, non Unione Europea, please!

Tito Pulsinelli, Selvas, 07/07/2015 


Crisi nella Chiesa dei Santi Liberisti degli Ultimi Giorni. Nella foto Martin Schultz, Presidente del Parlamento dell’Unione Europea.



C'è vita lontano dalla Troika, c'è miglior vita fuori dell'UE e al riparo dei suoi deliri totalitari. Così la pensano gli abitanti della Grecia e l'hanno espresso in un referendum vinto agevolmente. C'è una miglior vita, e non si tratta solo della "sacralità" dell'urna, ma della storia contemporanea dell'Argentina e dell'Ecuador. Dopo che costrinsero alla fuga una dozzina di Presidenti liberisti designati o sponsorizzati dal FMI, semplicemente sospesero i pagamenti degli interessi sul debito odioso e impagabile, e rivendicarono la riduzione del debito globale.

I governi di Buenos Aires e Quito, frettolosamente definiti "populisti", affermarono il principio di subordinare il rimborso del debito alla crescita della produzione interna. Misero in chiaro che la priorità assoluta erano le esigenze sociali basilari della gente su quelle antisociali dei grossisti del denaro auto prodotto. Rinfacciarono al FMI che i loro Paesi avevano applicato ogni sua "raccomandazione" e diktat, pertanto non erano responsabili della crisi e doveva farsene carico la Chiesa dei Santi Liberisti degli Ultimi Giorni, capitolo Washington-Londra-Tel Aviv.

Strani questi terapeuti che non assumono mai la responsabilità per le conseguenze delle loro terapie e scaricano tutto sui governi nazionali. Per ultimo, misero in chiaro che senza il miglioramento dell'economia interna, avrebbero sempre respinto ogni pretesa piratesca.

Strapparono la riduzione del debito e condizioni generali più favorevoli relative ai tassi e i tempi di pagamento. Nessuno può negare i benefici ricaduti sull'Argentina, nonostante la parità cambiaria con il dollaro, e persino sull'Ecuador che -si badi bene- ha tuttora il dollaro come segno monetario nazionale.

La Grecia sa riconoscere la differenza tra Europa e l'entità-UE. Tra un blocco di popoli, culture e operosità indispensabile per l'equilibrio del mondo multipolare, e una massa territoriale informe, sottomessa a "Commissari" melliflui e untuosi. Ne hanno fatto un puzzle di ex-Stati-nazionali, non-Federazione, non-Confederazione, non-Stato centralizzato. Né carne né pesce, solo un incasinato mercato con denari taroccati, soggiogato alle fissazioni dei signori di una non-moneta. Governano con lo stile di una cosca che -senza batter ciglio- ha annullato ben due referendum che bocciavano una Costituzione pret-a-porter. 

L'agire di costoro, improntato a permanente segretezza, quando non illegalità, è una "Unione" di cui trae vantaggi unidirezionali un solo ed esclusivo Paese, che lascia cadere alcuni spiccioli ai nordici satelliti calvinisti. Il gruppo dirigente della Germania -con una visione geopolitica definibile "IV Reich"- riceve una patente corsara a cambio di una accentuata sudditanza atlantica. Incassa vantaggi immediati inoccultabili, sacrificando le basi dell'originaria neutralità o equidistanza tra i blocchi su cui era sorto il polo-Europa nel dopoguerra. Addirittura scaglia frecce infuocate -cercando di coinvolgerci- contro la Russia, vale a dire un gran Paese trans-continentale, multietnico, multilingue, dove convivono in pace cristiani, musulmani, buddisti+altri.

La cocciutaggine, piuttosto che la cecità teutonica, impedisce di vedere che l'espansionismo storico anglosassone ha sempre sterminato le popolazioni originarie native, anche quando non ve ne era bisogno, come negli Stati Uniti e in Australia. Nella latitudine russa, invece, continuano tutt'oggi ad esistere e prosperare con dignità. C'è da sperare che l'emblematica testardaggine permetta assimilare che l'Europa meridionale mediterranea non è più in grado di trasferire flussi finanziari per garantire la salute delle banche tedesche. Il banco é saltato, irrigidirsi e ostinarsi evidenzierà vieppiù la costante incapacità della Germania a superare l'autodistruttività, articolando un'egemonia unificante e complementare. La questione é se vogliono essere soluzione o sconvolgimento, se guardano al passato o in avanti.

Se dovessero prevalere le reminiscenze ataviche -del tipo "IV Reich"- quando si usava inviare le cannoniere a bloccare le coste dei Paesi morosi, o le raffiche di moderni succedanei mediatico-finanziari ad alta intensità, solo si avvicinerà l'arrivo della flotta Russa nel Pireo. Semaforo verde alla costruzione dell'oleodotto (inviso alla NATO) -con capitali anticipati da Mosca- che garantirà alla Grecia vitali royalties, facendone il punto di snodo per la distribuzione del gas russo. E la Cina investirà per approntare nell'Egeo la maggior base logistica di smistamento del suo export all'Europa. Bruxelles non è insotituibile, ci sono alternative commerciali e finanziarie al di fuori dell'euro e alla geopolitica "IV Rech".

E' ormai impossibile governare a favore di un solo Paese o di un unico settore sociale, privilegiandoli ogni oltre limite tollerabile. Cambiare rotta, cambiare pilota, forse l'uno e l'altro. L'Europa dice a Bruxelles e alla BCE, agli Junkers e ai Draghi, di liberare i suoi popoli della loro fallimentare presenza. Che prendano una vacanza su una spiaggia dell'Ucraina o in qualche paradiso fiscale, con Domique Strauss Kahn come animatore turistico.
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1 comentario :

  1. tutto tragicamente vero ma rimane pur sempre una scofitta,l'euro poteva essere una grossa opportunità per contrastare l'egemonia del dollaro e ridurre a piu miti consigli gli anglosionisti ,evidentemente non era questa la volontà politica a riprova che raramente le "democrazie" rispecchiano la volontà popolare

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