sábado, 4 de julio de 2015

Una lettera dal Venezuela ... che illustra la situazione di crisi (e di fiesta)

Lettera firmata, 09/06/2015

Pubblico questa lettera inviatami da un italiano che vive in Venezuela con 1.000 euro di pensione al mese. Per lui è una "fiesta", per i venezuelani una tragedia, che tra l'altro non hanno minimamente coscienza del valore del loro stipendio e del loro lavoro. La lettera essendo di circa un mese fa è ormai datata: le patate, per esempio costano praticamente il doppio e per un euro occorrono 550 Bolivares. In Venezuela, chi ha la fortuna di avere un reddito in euro, per esempio una pensione mensile di 1.000 euro al cambio ufficiale, alla data odierna (03/07/2015) ottiene 198.373 bs, al cambio in nero ottiene 550.000 bs. Nel primo caso equivale a 27 salari minimi, nel secondo caso ad oltre 75 salari minimi. Ricordiamo che in Venezuela almeno la metà della popolazione vive con un salario minimo. Una persona che vive con 1.000 euro in Venezuela e che potrebbe sembrare un nababbo (e lo è se si rapporta ad un venezuelano) in realtà vive dignitosamente, potendosi permettere di bere un bicchiere di vino a pranzo, mangiare carne, mangiare una pizza; può comprare un elettrodomestico, lavatrice, televisore, computer... tutto ormai negato a chi vive con un salario minimo. Ad esempio una pizza costa attorno a 1.000 bs, per cui un lavoratore con 7.000/10.000 bs di stipendio difficilmente può permettersela. In realtà anche un alto funzionario dello stato o un professore universitario di ruolo con oltre 20 anni di servizio che prende 20.000/25.000 bs di stipendio mensile, oggi non può permettersi un computer (150.000/200.000 bs), un TV 32 (150.000 bs), un frigorifero (250.000 bs), una lavatrice (250.000 bs). Per le auto ormai non si riportano più neppure i prezzi; avere un auto, anche con più di 10 anni di vita significa avere un tesoro. I link ai prezzi rimandano a prodotti in vendita in Mercadolibre, la consociata di Ebay per l'America Latina. Nei negozi i prezzi sono generalmente più alti.

... Ho fatto delle analisi attualizzate per avere visione della tragedia economica dei venezuelani (per me invece é una grande fiesta). In Colombia, paese che ha quasi la metà del PIL pro capita di Venezuela, il salario minimo è di 644.000 pesos e le patate costano mediamente 2.000 pesos al chilo. Vuol dire che un colombiano puó comprare 322 chili di patate ogni mese.

Un venezolano, salario minimo 7.000 bolivar e costo delle patate 200 bs al chilo (le ho comprate ieri), puó comprarsi 35 chili di bellissime papas. RIDICOLO?

Poi vado a vedere l'historico del salario minimo dal 2007 ad oggi, paragonandolo con il valore del mio cambio euro.

Dal 2007 al 2012 mille euro corrispondevano mediamente a dieci salari minimi.

Dopo la morte di Chavez, a fine 2013 corrispondevano a venti salari minimi.

Nel 2014 i mille euro erano trenta salari minimi.

Ora, primo semestre 2015, sono diventati 43 salari minimi, perché vendo gli euro a 300, che é un prezzo di favore per mio figlio. Potrei venderli a piú di 400, che corrisponderebbe al salario di 60 venezolani (una folla).

La cosa incomprensibile è che i venezolani, di ogni livello sociale, non si rendono conto di vivere una tragedia da cui é difficilissimo uscire. Arrivano a dirmi che un sueldo di 20.000 bolivar é il massimo della vita e che se uno guadagna 50.000 bolivar mensuali puó comprarsi una camioneta nueva ed avere una casetta al mare. Zero+ zero in matematica!!!

Una bottiglia di vino mi dura tre giorni, poi giornalmente bevo tre o quattro birre. La mia spesa totale mensile per vino e birra supera giá i 20.000 bolivari.

In ottobre abbiamo comprato un frigorifero pagandolo meno di 50.000 bs., un mese fa sono passato al negozio per curiositá e costava 400.000. Tradotto in euro costa piú del doppio che in Italia. INCOMPRENSIBILE!!!

Peró, malgrado gli immancabili aumenti dei prezzi in tutti i settori, in questo momento con duecento euro mensili posso vivere benissimo, meglio di quando, dal 2007 al 2012, ne spendevo cinquecento al mese per vivere ed altri cinquecento per tutti i lavori di costruzione (ed anche il casinó).

Adesso approfitto dei miei 300.000 bolivari mensili per ampliare la camera degli ospiti e creare una terrazza che sará rivestita poi di legno ed avrá sul davanti una grande giardiniera con fiori. Esattamente come le nostre case nelle Alpi.

Penso che a fine lavori mi costerá quasi un milione di bolivar, cioé solo 3.000 euro.

Anche perché sto convincendo mia figlia a venire in vacanza con i bambini in dicembre e voglio che stia comoda...

Lettera firmata
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3 comentarios :

  1. Buongiorno. Siamo una coppia di professori italiani, residenti a Ferrara. Siamo professori ma disoccupati! Quando eravamo studenti universitari per mantenerci agli studi facevamo dei lavoretti part time: il fine settimana andavamo a servire ai tavoli (facevamo i camerieri). Adesso che siamo laureati continuiamo a fare i camerieri. Però, se fino a qualche anno fa non avevamo nessun problema a trovare lavoro (e lo facevamo part time, nei fine settimana per scelta), oggi pur volendo fare questo lavoro a tempo pieno, tuttii giorni, non riusciamo a trovarlo. Grazie alla stagione estiva, sia io che la mia ragazza siamo riusciti a trovare un locale a Cattolica che ci ha offerto un lavoro, ma solo per i fine settimana, quando c'è più gente. Così non si può vivere; non possiamo pensare al matrimonio, ad una famiglia; non possiamo comprare un appartamento col mutuo. Inoltre, considerando che per il futuro immediato non intravediamo niente di buono per noi, non abbiamo nessuna possibilità di insegnare e saranno sempre più scarse le possibilità di lavoro come camerieri, pertanto abbiamo deciso di andare all'estero, di tenrae la fortuna fuori dell’Italia.

    Ti stiamo scrivendo, caro Attilio perché ti seguiamo da tempo e sappiamo che vivi in Venezuela. Abbiamo letto che li non ci sono problemi a trovare lavoro come professori. Io e la mia ragazza siamo laureati entrambi in lettere, abbiamo rispettivamente 32 io e 31 lei, ed entrambi abbiamo fatto anche un esame di spagnolo, lingua che capiamo, anche se non parliamo perfettamente; abbiamo anche buone conoscenze informatiche e parliamo inglese.

    Ti stiamo scrivendo per chiederti alcune cose:

    1) Ci consigli di tentare la fortuna in Venezuela?

    2) E' facile incontrare lavoro come insegnanti, magari di italiano presso scuole, istituti o come lettore/lettrice d'italiano in qualche università?

    3) E' facile trovare alloggio?

    4) Qual è il costo della vita? Con uno stipendio da professore si riesce a vivere bene? Si può mettere da parte qualche risparmio, magari per comprare un appartamento?

    5) A volte, a leggere i giornali italiani, i giornali nazionali, sul Venezuela troviamo solo brutte notizie: c'è una dittatura; violenza e morti sono all'ordine del giorno; inflazione e scarsità di beni; e cose negative del genere. Poi, però leggiamo il Manifesto ed è tutto il contrario: gli stipendi sono alti, il governo li aumenta costantemente, danno la casa a tutti, regalano le lenti a chi ne ha bisogno, tutti hanno la pensione, la disoccupazione non esiste; insomma sembra quasi il paese ideale per vivere. Per favore puoi dirci la situazione reale? Noi vediamo in te una persona obiettiva e corretta, ti chiediamo la massima sincerità; dicci come stanno realmente le cose e se ci consiglieresti di trasferirci in Venezuela. Potremmo trasferirci già a settembre.

    Carissimi saluti. Leonardo e Paola

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  2. Cari Leonardo e Paola, sinteticamente rispondo che vi sconsiglio di emigrare in Venezuela, almeno in questo momento. Dato che mi avete inviato anche un email, vi spiego i motivi tramite email. Comunque, considerato che non siete gli unici a farmi domande del genere (ho ricevuto email, messaggi in Facebook e Twitter) e sicuramente altri me lo chiederanno utilizzerò la risposta che do a voi come base per un articolo sul perchè in questo momento non è consigliabile emigrare in Venezuela. Cordiali saluti e grazie per gli apprezzamenti.

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  3. La situacion en venezuela es lamentablemente gravissima.1000 euros son 877000 mil bolivares casi 100 salari de un obrero italiano. Horroroso. Ese socialismo del siglo 21 ha destruido un gran pais

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