sábado, 24 de noviembre de 2007

Fascismo in azione in Venezuela: studenti di opposizione tentano di bruciare vivi studenti simpatizzanti di Chávez (Foto)

Attilio Folliero, Caracas 24/11/2007

Il 7 novembre scorso i "pacifici" studenti di opposizione hanno preso d'assolto un gruppo di studenti simpatizzanti di Chávez, che stavano svolgendo una riunione in favore della Riforma della Costituzione. Dopo averli letteralmente rinchiusi all'interno della Scuola di Studi Giuridici della UCV, l'Università Centrale del Venezuela, hanno tentato di bruciarli vivi.

Il Messaggero, la Rai e gli altri media italiani hanno riportato la notizia esattamente in maniera opposta di come si sono svolti i fatti, facendo passare gli aggressori per aggrediti. Nelle drammatiche immagini che pubblichiamo, si possono ben vedere gli effetti dell'aggressione fascista. Ancora una volta siamo a denunciare l'impunità ed il mancato arresto dei responsabili, ben riconoscibili ed individuati.


7 novembre 2007: la Scuola di Studi Giuridici dell'Università Centrale del Venezuela in Caracas è presa d'assalto da un'orda di fascisti inferociti che tentano di bruciare vivi un gruppo di studenti simpatizzanti di Chávez

Alla testa dei "pacifici" studenti di opposizione, un  noto professore dell'Università "Santa Maria, una università privata. Con la fionda rompe i vetri dell'istituto in cui sono rinchiusi gli studenti simpatizzanti di Chávez. E' ben nota l'implicazione di professori e di vari rettori di alcune università private; in particolare è nota l'attività del Rettore della Università Simon Bolivar, fortemente impegnato ad organizzare e formare i "pacifici" studenti di opposizione

Studenti dell'Università Cattolica "Andrés Bello" in azione

Studenti del Collegio "Francia"

Anche se col volto coperto lo studente in questione è stato identificato: è Luis Alfonso Herrera

Studenti dell'Università "Santa Maria"

Violenti in azione

Studenti dell'Università Metropolitana, altra università privata

Studente di opposizione della Università Cattolica "Andres Bello", individuabile per il cartello del "NO alla riforma"

Uno dei feriti. Al contrario di quanto riportato dai media italiani non c'è stato nessun morto. Comunque molti sono stati i feriti, quasi tutti tra le file dei simpatizzanti di Chávez, rinchiusi all'interno della Scuola di Studi Giuridici

Altro ferito, sempre tra le file dei simpatizzanti di Chávez


Di seguito le immagini di ciò che resta della Scuola di Studi Giuridici, data alle fiamme nel tentativo di bruciare vivi gli studenti simpatizzanti del Governo di Hugo Chávez. Bisogna ricordare che l'Università Centrale, e particolarmente quest'Istituto distrutto dalle orde fasciste è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Non contenti di distruggere parte dell'università, i "pacifici" studenti di opposizione se la sono presa anche con le piante: sono stati incendiati alcuni alberi di palme; inoltre sono stati distrutti autobus ed auto parcheggiate. La maggior parte degli studenti sono stati individuati, ma al momento non ci risultano siano finiti in galera, così come nessuno dei leader di opposizione è stato chiamato a rispondere. Uno dei grandi problemi della "Rivoluzione Bolivariana" è l'impunità. Fino a quando si continuerà a permettere ai violenti di farla franca ed ai responsabili morali (e materiali) di queste violenze, ossia i rettori, i professori delle università private e soprattutto i media che continuamente invogliano alla violenza, in questo paese non potrà esserci pace e giustizia.




Emblematica l'immagine di questo pompiere che ha dovuto lavorare non poco per spegnere l'incendio
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